Regola numero 1: il colore

8287bSpesso mi ritrovo a guardare le foto che molti giovani scultori o comunque artisti ci mandano, per farci apprezzare la loro bravura e magari iniziare una collaborazione con noi. Bravi, molto bravi, devo dire la verità. Io non ho fatto l’istituto d’arte, sono un economista dei trasporti che ha sempre avuto la passione per la plastilina fin da piccolo e che da grande l’ha trasformata nel proprio lavoro.

Molti di questi ragazzi sono in gamba ma spesso commettono un errore molto comune: il colore.

Per realizzare un personaggio, famoso e non, impieghiamo più tempo ad ottenere il colore che a realizzare il personaggio stesso, spesso passiamo davvero tanto tempo ad ottenere il colore giusto che a mio avviso è il principale fattore di successo nel realizzare un “pupazzo” di plastilina.

Prendiamo per esempio il colore della pelle, ne esistono di diversi tipi tra i tipi di carnagione, una ragazza di colore non è marrone e basta, può essere marrone scuro, marrone chiaro, marrone giallino e così via; lo stesso vale anche per la carnagione di tipo europeo o bianca, esiste il bianco mediterraneo con un rosa che tende allo scuro, c’è quella olivastra o c’è quella nordica dove il rosa, quasi come una porcellana, è molto più evidente.

Lo stesso vale per qualsiasi cosa vogliate realizzare con la plastilina, vestiti, scarpe, borse, capelli, accessori d’uso comune, il colore è la prima cosa che porta ad identificare l’oggetto che state creando con quello reale o comunque con quello che state imitando.

La nostra caratteristica nel realizzare video musicali o semplicemente delle clip promozionali è quella di imitare qualcosa di esistente: Mario Biondi che canta, Iron Man che vola, I Daft Punk che rifanno il video in plastilina, o semplicemente i componenti di un gruppo che hanno deciso di fare un videoclip in claymation; la prima fase del nostro studio è quella dell’osservazione, passiamo un paio di giorni, in continuazione, come se fosse un’ossessione, a guardare foto, video, colori, luci, ombre del soggetto che abbiamo scelto di riprodurre, guardate come si muovono, come ridono, come funzionano (se sono oggetti), che luci ricadono su essi e poi fermatevi e non guardateli più per un giorno, poi ritornate a guardarli e chiedetevi, cosa sto guardando? guardo con la mente o con gli occhi? con il ricordo o con il cuore?

Vi capiterà di riuscire a trovare la luce che caratterizza ognuno di noi che farà dire a chi guarda il vostro personaggio in plastilina: “E’ Proprio lui!” oppure vi capiterà di fallire, ma come diceva Winston Churchill:Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere il tuo entusiasmo“. Perchè è proprio di questo che stiamo parlando, entusiasmo.

 

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